| VENIAMO DA LONTANO: Per una storia della categoria in alcune "pillole" e qualche affermazione |
|
Sono passati molti anni, circa 40, da quando una serie di Sindacati
Provinciali aderenti alla Figisc Confcommercio (Si.G.I.S.C. nel Lazio;
S.A.G.I.S.C. in Piemonte; S.A.V.I.C. in Valle d'Aosta; A.M.G.I.S.C. nella
Marsica; ecc.) decisero di lasciare la casa madre e trovare un Coordinamento
fra loro che rilanciasse l'immagine di quella che ancora non era una "vera
e propria" categoria (da queste realtà, per successive evoluzioni
storiche, come vedremo, discende la Fe.G.I.C.A.). Queste azioni, in qualche modo "costrinsero" anche la riluttante
Figisc (il cui Presidente era Roberto D'Andrea), a partecipare alle iniziative
che cambiarono il volto della distribuzione dei carburanti in Italia. Delle fasce CIP sembra pressoche' inutile raccontare: quello che, invece,
deve essere approfondito e' il provvedimento di Legge che, per la prima
volta nella storia da quando i gestori erano diventati "imprenditori"
(fino al 1934 erano dipendenti delle compagnie) fissava alcuni diritti:
un blocco nell'attività di rilascio di nuovi impianti; una durata dei
contratti minimo novennale; il diritto di sospendere l'attività per ferie
per due settimane consecutive; il diritto a seguire l'impianto ove trasferito
in una nuova posizione; l'assoluta gratuità della cessione delle attrezzature;
il diritto dei familiari del gestore, in caso di morte o di invalidità
grave, a continuare nella gestione. Una vera e propria "rivoluzione"
copernicana. A metà degli anni settanta, ad esempio, prese avvio, con Agip, una "contrattazione"
per definire un contratto che fosse corrispondente ai nuovi dettami della
Legge. Da quel tavolo, dopo un'iniziale unità d'intenti, in pratica,
fu emarginato il CINB che si proponeva come custode dell'ortodossia della
norma (i gestori erano ancora prigionieri della vecchia normativa che,
con ritardi e difficoltà -e solo dopo innumerevoli denunce del CINB-
venne applicata da retisti privati e compagnie). Quel tavolo portò alla
sottoscrizione di un'intesa a due più Agip. Era il 1978. Nel frattempo il CINB, grazie anche ad alcuni pronunciamenti della Corte
d'Appello di Torino (1977), stabilì prima un "patto" con la
Cisl di Torino poi, con la Confederazione Nazionale. A Gennaio 1978 i
gestori del CINB entrarono a far parte della Federenergia cioe' di quella
Federazione della Cisl alla quale erano iscritti i lavoratori del petrolio,
del gas e dell'acqua. Nell'autunno del 1978, si tenne il primo Congresso
del "settore benzinai" della Federenergia. Anche questa, a suo
modo, fu una Rivoluzione di tipo galileiano: per la prima volta un Sindacato
di lavoratori dipendenti - con qualche prevedibile contrarietà - accetta
di organizzare una categoria del "lavoro autonomo", per dare
risposte ad un ragionamento politico più complesso e ad un'intuizione
ambiziosa: organizzare il lavoro nel ciclo del petrolio in ogni sua fase.
Dall'estrazione del greggio, attraverso le varie fasi, fino alla distribuzione
finale del prodotto. Non fu facile, per i gestori, conquistarsi uno spazio
e non fu facile per le altre due organizzazioni e per le compagnie petrolifere,
accettare questa nuova realtà. La domanda più ricorrente era: "che
ci fanno dei "commercianti" all'interno di un Sindacato di dipendenti?"
Con ciò, essenzialmente, volendo minimizzare (o esorcizzare) l'intuizione
politica che aveva reso possibile questa "anomalia". E, all'inizio,
fu ostracismo. Ostracismo condito in tutte le salse (finanche riunioni
ministeriali separate). E, sempre nel 1981, il nucleo di quella che sarebbe diventata
la Fe.G.I.C.A. si ritrovò all'interno di una Federazione ancora
più ampia: la FLERiCA, risultante dall'accorpamento della Federenergia
con la Federechimici, nella quale, obiettivamente, era difficile far emergere
con forza i problemi dei gestori anche se, in questa fase, la categoria
ottenne significativi risultati. Il primo accordo "interprofessionale"
fu dell'ottobre del 1982. Quello sui cali del 1984. Ma durò poco: una
compagnia petrolifera ricorse al TAR contro la modulazione delle fasce
(la prima fino a 500 o a 600 mc?) che concesse la sospensiva (anche se,
poi, nel merito dette ragione a noi). Dal 1985 il gestore si ritrovò daccapo
a fare i conti con una realtà diversa da come l'aveva costruita e a rendersi
conto della cattiva volontà delle compagnie di trovare, in sede
negoziale con la rappresentanza dei gestori, un punto di equilibrio soddisfacente
per la categoria. Per tre anni facemmo accordi solo con Agip, Texaco e Fina. E i gestori iscritti alla Flerica, nella ricerca di una risposta alle complesse problematiche con le quali dovevano fare i conti, ottennero dalla CISL confederale la possibilità di "staccarsi" dalla Federazione del lavoro dipendente e costituire la Fe.G.I.C.A. che collocata all'interno del CLACS, nell'area del lavoro autonomo che la Cisl organizza, conquista una sua totale autonomia (pur all'interno di regole confederali). Quindi, il 4 giugno 1993 quei gestori dei Sindacati autonomi che avevano dato vita al CINB, si ritrovano, tutti, all'interno della FEGICA per tentare di dare un significato alla loro storia, al loro modo di percepire una realtà che si va rapidamente modificando La FEGICA, compie nel 2003, 10 anni! La consapevolezza della forza della categoria viene immediatamente percepita
e, per fermare in qualche modo l'avanzata dei gestori, inizia il tentativo
di demolizione della categoria: prima ci prova il capo dell'Ufficio legislativo
del Ministero dell'Industria (fine 1997) che tenta di riconsegnare la
categoria nelle mani dell'industria petrolifera. Ma, dopo una dura manifestazione
sindacale -per la prima volta dopo almeno 5 anni portata avanti non unitariamente-
fu costretto a fare retromarcia: di qui nasce il Decreto Legislativo 32/98
che riprecisa il ruolo dei gestori nel rapporto con le compagnie, istituzionalizza
la Camera della Professione, stabilisce una durata minima dei contratti
in sei anni più sei assumendo quella che verrà definita la "giusta
causa" per il mancato rinnovo (poi ripresa dalla modifica dell'articolo
410 del cpc che sancisce il ricorso al "tentativo obbligatorio di
conciliazione"), trasforma, sulla viabilità ordinaria le "concessioni"
in autorizzazioni, introduce il principio dell'intervento del Ministro
per la composizione delle vertenze collettive, riconferma la gratuità
assoluta delle attrezzature destinate alla distribuzione carburanti e,
infine, stabilisce la validità erga omnes degli accordi raggiunti
con le compagnie e con le rappresentanze dei retisti. Per tutti i gestori. Ma ancora non basta: ad ottobre 1999 -dopo che si e' avviata l'istruttoria
Antitrust su segnalazione di chi era insoddisfatto delle "negoziazioni
dirette"- il Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema vara il D.L.
383/99 che, praticamente, sconvolge tutto il settore, penalizzando fortemente
i gestori. Dure polemiche, duri scontri dialettici, significative chiusure
degli impianti ("altro che privilegi" -tuonò la Fegica "se
D'Alema sapesse veramente come stanno le cose sarebbe lui a dirigere la
protesta"). Anche stavolta non in maniera unitaria. Poi il tavolo
con il Ministro Bersani ed il Sottosegretario Carpi che terminò con un
accordo presso la Presidenza del Consiglio, sottoscritto dallo stesso
D'Alema. I gestori ottengono la Legge 496/99 che, oggi, rappresenta il
punto più avanzato, sul piano normativo, per la distribuzione di tutti
i prodotti -eccezion fatta per la somministrazione di alimenti e bevande-
diversi dai carburanti (dai quali la categoria era esclusa, se non in
casi particolari) e, nel contempo, riescono a far pronunciare, a larghissima
maggioranza, il Parlamento, contro l'introduzione dei contratti di commissione.
I contratti di affidamento in uso gratuito potranno essere sostanziati
solo da contratti di fornitura e somministrazione. Un successo. Ma intanto l'Unione Europea aveva varato la nuova normativa per la disciplina
della libertà di concorrenza.
Ma, questa e' polemica e noi che veniamo da lontano,
vogliamo con determinazione e speranza, guardare avanti. Non abbiamo certo
bisogno di metterci nastrini o attaccarci medaglie per le campagne che
abbiamo combattuto. La Segreteria Nazionale |